Possiamo parlare di startup a 60 anni?
Ecco come è nata ViviLa Ribelle
“Io e te dobbiamo parlare.”
Ci sentivamo saltuariamente, da anni, perché questa amicizia è stata costante nonostante la lontananza.
Quel messaggio di Laura, arrivato alla fine di aprile, di punto in bianco e senza spiegazioni, è stato uno scossone emotivo che non volevo far trapelare. Cinque parole che il più delle volte precedono un rimprovero.
Nessuna spiegazione. “Tra quindici giorni ti chiamo e ti spiego”.
Un’eternità.
Quindici giorni per immaginare ogni scenario possibile. Quindici giorni per scoprire che a volte le frasi più intimidatorie nascondono le sorprese più belle. Perché quella telefonata non portava cattive notizie. Portava un’idea.
Anzi, portava l’inizio di tutto.
L’INIZIO DI UNA NUOVA STORIA
Abitiamo una nel sud della Francia e l’altra a Roma, un’amicizia che non conosce confini geografici e un’insolita simbiosi che ci ha portate a sentire, contemporaneamente, la stessa urgenza: era ora di smettere di parlare e iniziare ad agire.
“Pensiamo a qualcosa che generi un reddito”. Come se fosse semplice. Come se alla nostra età si potesse ancora inventare il futuro con la stessa spregiudicatezza dei venti. Ma forse è proprio questo il punto: a sessant’anni abbiamo ancora la spregiudicatezza dei venti, solo che adesso è condita con l’esperienza.
Eccoci qua, Viviana, con la valigia sempre pronta e la passione per le parole che si trasformano in storie. Laura, cosmetologa con quarant’anni di esperienza e la capacità di creare community e trasmettere ispirazione. Due vite diverse, due Paesi, un pensiero condiviso: eravamo stufe di sentirci dire cosa potevamo o non potevamo fare “alla nostra età”.

L’EFFETTO VALANGA DELLE IDEE
Quando ci siamo messe al tavolo virtuale – perché i nostri tavoli erano separati da centinaia di chilometri – le idee hanno iniziato a cadere come una valanga inarrestabile. Un’app di incontri per l’amicizia. Video-corsi. Un simulatore di vite alternative. Un villaggio virtuale immersivo. Persino il dropshipping di oggetti brandizzati per over 60.
Non era mancanza di creatività il nostro problema. Era l’eccesso.
Ogni idea sembrava geniale fino al momento in cui iniziavamo a immaginare la sua realizzazione. Allora diventava tutto tremendamente concreto, tremendamente difficile, tremendamente… adulto. Ma non nel senso buono della parola. Nel senso di quella responsabilità che ti schiaccia quando realizzi che non puoi più permetterti di fallire “tanto per provare”.
A questa età, il fallimento costa di più. Non perché si abbiano meno possibilità di riprendersi, ma perché si ha meno tempo per fingere che non sia successo niente.
LA SCELTA DEL “FACILE”
Così abbiamo scelto il percorso apparentemente più semplice: l’intelligenza artificiale spiegata ai senior. “Apparentemente” perché quando dici AI e senior nella stessa frase, il mondo ti guarda come se avessi appena proposto di insegnare il tango a un iceberg.
Ma noi ci credevamo. Viviana arriva dal mondo della comunicazione digitale, Laura dal wellness con una passione nascente per la grafica. Entrambe eravamo convinte che esistesse un modo diverso di raccontare la tecnologia. Un modo che non facesse sentire esclusi. Un modo che non ti guardasse dall’alto in basso con quel sorrisetto condiscendente riservato ai “diversamente giovani”.
L’AI era solo il primo tassello, la base economica per sostenere qualcosa di molto più ambizioso. ViviLa Ribelle non doveva essere “un sito per senior”. Doveva essere uno spazio dove essere senior significava libertà, connessioni, impatto e saggezza potenziata dal digitale.
I PRIMI PASSI
Lanciare un progetto a sessant’anni è come imparare a camminare di nuovo, ma con la consapevolezza di tutti i modi in cui si può cadere. Ogni decisione pesa il doppio. Ogni errore sembra definitivo. Ogni piccolo successo viene misurato non solo in termini di risultati, ma di energia residua per continuare.
Il nostro sito web è nato pezzo per pezzo, tra lunghe videochiamate e messaggi vocali distanziati da 1000 chilometri. Due amiche che cercavano di costruire qualcosa insieme nonostante WhatsApp, nonostante i fusi orari mentali, nonostante la sensazione costante di essere in ritardo su tutto.
Le mini-guide gratuite, i manuali a pagamento, il corso “AI per Ribelli Digitali”. Ogni contenuto era (ed è) una scommessa. Ogni parola scritta, una piccola dichiarazione di guerra contro l’idea che la creatività abbia una data di scadenza.
I DUBBI, COMPAGNI DI VIAGGIO
Ci sono state notti – e quando diciamo notti intendiamo anche quelle metaforiche delle tre del pomeriggio – in cui ci siamo chieste se non fossimo un “tantino” azzardate.
“Stiamo creando un business o stiamo ridefinendo cosa significa invecchiare nel 21° secolo?” ci chiedevamo. E la risposta era sempre la stessa: entrambe le cose. O forse nessuna delle due.
Il dubbio è il compagno di viaggio più fedele, soprattutto dopo una certa età. Non se ne va mai. Si siede accanto a te mentre scrivi, ti sussurra all’orecchio mentre registri un video, ti tiene sveglia quando dovresti dormire. Ma abbiamo imparato che il dubbio non è il nemico. È solo rumore di fondo. La vera musica la fanno le azioni, anche quelle incerte.
PICCOLI SEGNALI
Poi sono arrivati i primi segnali. Un commento entusiasta sotto un post. Una email di ringraziamento. Una persona che ci scriveva: “Finalmente qualcuno che mi parla come se fossi intelligente”. Piccole cose. Microscopiche, se le metti in prospettiva. Ma che per noi valevano come standing ovation al Teatro alla Scala.
Ogni nuovo iscritto alla newsletter era una vittoria personale. Ogni condivisione sui social, una conferma che forse stavamo facendo qualcosa di giusto. Non di perfetto. Di giusto.
Il progetto iniziava a prendere forma, ma non quella che avevamo immaginato. Era più imperfetto, più umano, più vero. Meno “business model da unicorno” e più “due persone che provano a cambiare le regole del gioco mentre le stanno giocando”.
L’EVOLUZIONE INASPETTATA
Quello che è successo dopo ci ha sorprese più di chiunque altro. ViviLa Ribelle ha iniziato a diventare qualcosa di più grande dei corsi o dei manuali. È diventato un laboratorio di senso, un dispositivo culturale, un luogo dove le parole “senior” e “fragilità” non stanno nella stessa frase.
Non stiamo più solo proponendo cose. Stiamo proponendo una nuova narrazione. L’idea che a sessant’anni non si smette di essere curiosi, non si smette di imparare, non si smette di ribellarsi. E soprattutto, non si smette di iniziare.
LE PAURE CHE NON VANNO VIA
Ma le paure rimangono. La paura di non essere all’altezza. La paura di promettere troppo. La paura di scoprire che tutto questo entusiasmo sia solo un fuoco di paglia destinato a spegnersi alla prima difficoltà seria.
Si ha paura diversa da quella che si ha a vent’anni. Non si ha paura di fallire in generale. Si ha paura di fallire nell’ultima cosa importante che si proverà a fare. È una responsabilità pesante, quella di essere la propria ultima grande scommessa.
Ma forse è proprio questa paura che ci dà la forza. Perché quando sai che le occasioni non sono infinite, ogni occasione conta di più. Ogni giorno, ogni scelta, ogni parola scritta diventa più preziosa.
LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA
Quello che stiamo facendo, in fondo, è una rivoluzione silenziosa. Non stiamo manifestando in piazza. Stiamo semplicemente esistendo. Stiamo dimostrando che a sessant’anni si può ancora cominciare, ancora sorprendere, ancora fallire e ricominciare.
Non promettiamo di fermare il tempo. Promettiamo di aiutare a viverlo meglio. Non promettiamo ricette per sembrare più giovani. Promettiamo strategie per essere splendidamente, orgogliosamente, egregiamente della propria età.
IL FUTURO IMPERFETTO
Non sappiamo dove ci porterà questa storia. Se ViviLa Ribelle diventerà davvero la community di riferimento per i senior italiani ed europei che sogniamo. Se riusciremo a trasformare il nostro entusiasmo in un modello sostenibile. Se tra dieci anni, quando qualcuno dirà “senior”, penserà davvero a saggezza digitalmente potenziata piuttosto che a fragilità e dipendenza.
Quello che sappiamo è che abbiamo iniziato. E che ogni giorno, nonostante i dubbi, nonostante le difficoltà, nonostante la sensazione costante di non sapere cosa stiamo facendo, continuiamo.
Perché questa è la vera ribellione: non il risultato perfetto, ma la tenacia imperfetta. Non la certezza del successo, ma il coraggio dell’incertezza. Non la giovinezza ostentata, ma la maturità che non si arrende.
ViviLa Ribelle siamo noi. Siamo Viviana e Laura che si sono messe in gioco a sessant’anni. Ma siamo anche tutti quelli che ci leggono, che ci seguono, che condividono con noi l’idea che il meglio debba ancora arrivare.
Perché qui non si invecchia. Si evolve. E l’evoluzione, a qualsiasi età, è sempre una rivoluzione.
Viviana & Laura

